...TUTTO QUELLO CHE BRULICA NEL SOTTOSUOLO...



*loading* hanno visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare...


Regista: Ridley Scott
Interpreti principali:
Harrison Ford (Deckard)
Rutger Hauer (Roy Batty)
Sean Young (Rachael)
Edward James Olmos (Gaff)
Musica: Vangelis
Visual Futurist (creative designer): Syd Mead
Produttore: Michael Deeley
Pubblicazione: US 1982 (Director´s cut, 1992)
Senza dubbio uno dei film più 'misteriosi' della storia del cinema di fantascienza.
Un totale insuccesso commerciale che col tempo si è trasformato oltre che in un film di culto anche in una pietra miliare non solo per il cinema di fantascienza ma per la letteratura visionaria di questi anni '90, si pensi soltanto all'influsso che ha avuto sul cyberpunk.
La tecnica narrativa è un misto di western e film noir.
Durante la realizzazione ci furono moltissimi contrasti tra il regista, i produttori e gli attori, tutti tesi verso direzioni opposte.
Ambientato a Los Angeles, nel novembre del 2019, come appare in sovrimpressione all'inizio del film.
La TYRELL CORPORATION ha costruito dei robot di nuova generazione, i NEXUS, virtualmente identici all'uomo che vengono chiamati replicanti.
Nello sviluppo di questi replicanti si è arrivati ai NEXUS 6, esseri con la stessa intelligenza dei loro costruttori ma con forza e agilità superiori.Copie degli esseri umani in ogni senso, fatta eccezione per le emozioni.
I Replicanti sono più forti e agili degli umani, e gli sono almeno pari in intelligenza, ma vengono usati per lavori di fatica nelle colonie extra-mondo. In seguito ad un ammutinamento, la loro presenza sulla Terra è stata dichiarata illegale.
Per mantenere questo divieto, sulla terra esiste un corpo speciale di polizia, le BLADE RUNNER UNITS, col compito di scovare i replicanti in fuga e ucciderli. Nessuna usa il termine uccidere bensì si parla di RITIRO.
Rick Deckard, "ex poliziotto, ex cacciatore di replicanti, ex killer", viene convinto a tornare in servizio come Blade Runner per dare la caccia a quattro pericolosi Replicanti appena scappati sulla Terra da una colonia extra-mondo. Aveva lasciato la polizia per smettere di uccidere, ma dare la caccia ai replicanti è meglio che diventare una loro preda...
Basato sul romanzo di Philip K. Dick " Ma gli androidi sognano pecore elettriche? ", è forse il film che in assoluto ha più influenzato la visione cinematografica del futuro. Arriva un anno dopo "1997: Fuga da New York", di cui ripropone quell'atmosfera tetra ed opprimente che verrà poi ripresa da tutto il cinema di fantascienza degli anni '80. Ma mentre la Manhattan di Carpenter era un labirinto primitivo e infernale, la Los Angeles di "Blade Runner" è una megalopoli multietnica iper-tecnologica; se per Carpenter il futuro era un ritorno al passato selvaggio della Grecia mitologica, per Scott è una società decadente ma modernissima, in cui si combatte sì con clave e pietre, ma all'interno di un ambiente tanto tecnologico da essere de-umanizzante, che proprio per questo finisce per esaltare lo spirito barbaro di uomini e macchine. Se Iena Plissken è un eroe solitario che affida alla propria fisicità la riuscita della sua missione, Deckard è un eroe solitario più umano di altri, che sfrutta la tecnologia finché può, finché il nemico glielo permette.
CURIOSITA' : Una delle debolezze di Rick è la cucina giapponese: il sashimi mangiato in un piccolo chiosco per strada mentre continua a cadere la pioggia…
Un sito davvero ben fatto dove trovare immagini, curiosità, errori di trama, temi musicali e tantissimo materiale sul film.


"Io sono Luther Blissett.
Io mi rifiuto di essere limitato da qualunque nome.
Io ho tutti i nomi e sono tutte le cose.
Incoraggio tutti i gruppi pop ad usare questo nome.
Io cerco l'illuminazione attraverso la confusione.
Io prospero sul caos.
Io respingo il concetto di copyright.
Prendi quello che puoi usare.
Demolisci la cultura seria."
Questo è il manifesto programmatico di Luther Blissett, uno dei più enigmatici personaggi culturali, o meglio controculturali, degli ultimi anni. Figlio dei mass media moderni e ad essi dichiaratamente nemico, Luther Blissett in realtà non è una persona, non esiste come individuo. Una delle definizioni che si è dato è quella di co-individuo, una entità cioè composta da centinaia di persone che in Italia e all'estero usano il suo nome per performance artistiche particolari, e soprattutto per incredibili beffe ai danni dei media tradizionali. Il nome deriva forse da un ex calciatore del Milan, un po' bufala anche lui, ma con Blissett nulla è certo e tutto è il contrario di tutto.
Luther Blissett balza agli onori della cronaca nazionale, come si suol dire, nel 1996, confezionando un falso video su presunte messe sataniche nel viterbese. La beffa è essa stessa diabolicamente perfetta, concepita come un film di Hitchock, dura mesi e mesi, coinvolge giornali e tv locali e culmina con l'invio di un filmato dove si vedrebbe una messa nera con sacrificio finale umano. Invece è tutto falso, la cassetta completa, inviata naturalmente dallo stesso Blissett ai media, svela che il rito satanico è in realtà una sceneggiata, con tanto di tarantella finale ad opera della supposta vittima.
Altri bidoni hanno coinvolto la trasmissione "Chi l'ha visto?", sguinzagliata alla ricerca della scomparsa di un presunto artista-illusionista inglese. E ancora, alla biennale di Venezia del 1995, giornali e riviste si sono lanciati alla ricerca della scimmia pittrice, data come appuntamento clou della manifestazione, peccato che la scimmia si chiamasse Lootha. Il Resto Del Carlino lo scorso anno ha dato ampio risalto alla storia di una prostituta sieropositiva che bucava i preservativi dei suoi clienti, pubblicandone solo le iniziali: L.B. Blissett lascia sempre un marchio, un codice, una sigla, qualche cosa che possa far capire al beffato di essere stato vittima di uno scherzo. Un falso testo del guru telematico Hakim Bey ha tratto in inganno numerosi critici, presi in giro da Blissett che citava un tale professor Mortais Lee, che letto al contrario suona come "li' mortè", una colorita espressione romanesca.
Un clamoroso bidone ha avuto per vittima addirittura la Mondadori: lo scrittore Giuseppe Genna è stato convinto via e-mail di aver ricevuto un testo di controcultura particolarmente importante. Pubblicato il libro, Mondadori e i giornali ricevono il consueto dossier da Blissett: il testo non è altro che spazzatura telematica, una bufala insomma, il libro viene stroncato, Genna e Mondadori dileggiati e tutta la storia appare naturalmente su Internet sui siti dedicati a Blissett.
Luther Blissett è uno, nessuno centomila; per dirla con il suo manifesto, tutti possono essere Luther, basta assumerne il nome, fare qualche cosa che non sia riconducibile ad un solo individuo. La negazione dell'identità insieme alla confusione generata nei mass media è l'obiettivo di Luther, che si alimenta con i riti e le paure quotidiane, AIDS, violenza, solitudine. La sua esistenza è come una leggenda metropolitana, incerta e senza origine e con le leggende si mescola e si confonde.
"Luther Blissett" è un nome "multiplo", ovvero un nome che chiunque è invitato ad usare e a diffondere, un'opera aperta, un personaggio collettivo da usare come cavallo di Troia nel mondo della cultura di massa con un programma decisamente sovversivo: una guerriglia culturale.
QUI trovate tutti gli articoli usciti sulle azioni di Luther Blissett in questi anni.Libri, riti satanici, trasmissioni televisive, scherzi telefonici, truffe artistiche...tutto su una leggenda metropolitana...o forse no...



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